Dal 1° gennaio abbiamo detto addio definitivamente alle buste di plastica nei supermercati e in tutti i punti vendita grazie a una nuova normativa europea recepita dall’Italia. Anche i sacchetti più leggeri, utilizzati come contenitori primari, dovranno essere biodegradabili e compostabili con un minimo del 40% di materia prima rinnovabile. Una percentuale che salirà prima al 50% e poi al 60% a partire, rispettivamente, dal 1º gennaio 2020 e dal 1º gennaio 2021. Lo stabilisce, in ottemperanza alla direttiva europea 720 del 2015, una legge approvata alla Camera lo scorso 3 agosto in sede di conversione del decreto legge Mezzogiorno.

Quello del 1° gennaio sarà uno snodo di non poco conto visto che solo per mettere nel carrello la frutta e la verdura utilizziamo oggi circa 8 miliardi di sacchetti di polietilene all’anno.  Quelli distribuiti da Coop in Hdpe, una densità particolare di polietilene, sono 350 milioni. Lo spirito della legge è di ridurre la quantità e l’uso dei sacchetti per evitarne la dispersione nell’ambiente. Con questo spirito Coop si dichiara in piena sintonia tanto che nel 2009 anticipò di ben due anni la normativa relativa alle borse per la spesa in cassa. Dal 1° gennaio si farà trovare pronta a questa nuova sostituzione. Non è d’accordo, tuttavia, nel far pagare i sacchetti compostabili, che per legge non possono essere ceduti gratuitamente al cliente in modo da disincentivarne un utilizzo improprio. «Dopo aver espresso con forza la nostra contrarietà al pagamento durante l’iter normativo – ricorda Renata Pascarelli, direttore qualità di Coop Italia – abbiamo chiesto al Ministero una serie di chiarimenti e cerchereno comunque di far pagare i sacchetti il meno possibile ai consumatori». In poche settimane si dovrà trovare una soluzione anche per l’obbligo di evidenziare il relativo prezzo sullo scontrino o in fattura.

Materia prima e utilizzo dei sacchetti Ma come saranno i nuovi eco-sacchetti e come dovranno essere utilizzati? La materia prima impiegata sarà principalmente di origine vegetale, in grado di disintegrarsi dopo un certo tempo nell’organico. I sacchetti compostabili saranno distribuiti ai consumatori in rotoli come avviene oggi, mentre i guanti rimarranno in plastica e il loro smaltimento differenziato sarà a cura della cooperativa. Non è praticabile al momento l’ipotesi di provvedere in modo autonomo al confezionamento dell’ortofrutta portandosi da casa sacchetti non certificati come prescrive invece la legge.Va sottolineato che Coop anche in questo caso ha anticipato i tempi avviando la sperimentazione e l’uso di sacchetti e shopper biodegradabili nelle aree ortofrutta e carni, nel novembre 2012 in alcuni punti vendita del senese. È stata la prima a farlo nel panorama della grande distribuzione italiana.

Una volta arrivati a casa, i sacchetti dell’ortofrutta è opportuno che vengano svuotati del loro contenuto che andrà riposto negli appositi comparti del frigo. Visto l’impatto di questa novità sulle abitudini di spesa, terremo aggiornati i lettori attraverso tutti i nostri canali informativi.

Coop e la riduzione degli imballaggi Le azioni di Coop per ridurre gli imballaggi di plastica e non solo seguono la policy delle 3R: Riduzione, Riuso e Riciclo. Ovvero usare minori quantità di imballaggi; privilegiare materiali da imballaggio riciclabili o compostabili al posto dei vergini qualora possibile; riutilizzare imballaggi reimpiegabili più volte per lo stesso uso (ricariche). Inoltre, nel packaging del prodotto a marchio viene ricercata ogni potenziale soluzione innovativa. Grazie a queste azioni nel 2016 su 210 prodotti a marchio Coop il risparmio è stato di 4.200 tonnellate di materiale di confezionamento a cui si somma l’uso di 2.000 tonnellate di materiale riciclato. Allargando il discorso al progetto per la riduzione dei gas serra (“Coop e la Sostenibilità: insieme verso Cop21”), gli accordi con i 317 fornitori aderenti hanno consentito di risparmiare 2.272 tonnellate plastica solo nel 2016 nei materiali da imballaggio.

Redazione

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14 Commenti

  1. Nei casi in cui acquisto solo un singolo pezzo (ad esempio una mela, una anguria, un melone, un finocchio, una melanzana, ecc. ecc.) posso pesarlo e appiccicare l’ettichetta direttamente sul frutto senza utilizzare alcun sacchetto?
    Grazie per la risposta.
    Saluti

  2. Nei casi in cui acquisto solo un singolo pezzo (ad esempio una mela, una anguria, un melone, un finocchio, una melanzana, ecc. ecc.) posso pesarlo e appiccicare l’ettichetta direttamente sul frutto senza utilizzare alcun sacchetto?
    Grazie per la risposta.

    • RISPONDE LA REDAZIONE
      Inserito da Redazione il 28 marzo, 2018 at 9:10 am — Rispondi

      Ciao Annamaria, certo, al netto della leggibilità dell’etichetta.

  3. Salve, in TV ho sentito che esistono delle etichette biodegradabili e che 1 catena della grande distribuzione le ha già adottate (non hanno detto il nome della catena di supermercati ma non è Coop, almeno a Reggio Emilia) per pesare frutta / verdura per poi poter riutilizzare le borsine compostabili anche per la raccolta differenziata dell’umido (nb: NON è possibile staccare le etichette non biodegradabili dai sacchetti in mater-b e affini in quanto i sacchetti si rompono!). Coop sta valutando se adottare questo nuovo tipo di etichette biodegradabili? Grazie

    • RISPONDE LA REDAZIONE
      Inserito da Redazione il 16 gennaio, 2018 at 12:02 pm — Rispondi

      Ciao Matteo, nuove soluzioni sono allo studio, come sai, ma per il momento ancora non sappiamo dirti quali. Continua a seguirci, ti terremo informato!

  4. visto che i sacchetti orto frutta si pagano vorrei un chiarimento: nel peso della frutta o verdura una parte del sacchetto viene già pagato? io credo di si, quindi penso non sia giusto doverlo pagare una seconda volta alla cassa. Attendo chiarimento in merito. Grazie

    • RISPONDE LA REDAZIONE
      Inserito da Redazione il 11 gennaio, 2018 at 2:55 pm — Rispondi

      Ciao Maria Giuseppina, la legge impone che il loro prezzo sia palese per evitarne un uso sconsiderato. Il sacchetto viene dunque pagato una sola volta, quando si passa alla cassa. Per quanto riguarda il peso del sacchetto, le bilance dei supermercati sono tarate in modo da sottrarre dal peso di frutta e verdura la tara del sacchetto (4-6 g circa).

  5. […] torna sul tema dei sacchetti biodegradabili e compostabili, resi obbligatori dal 1° gennaio scorso da una legge approvata alla Camera lo scorso 3 agosto in […]

  6. Salve, io non voglio il sacchetto di plastica ma di carta perchè non sono disponibili?

    • RISPONDE LA REDAZIONE
      Inserito da Redazione il 11 gennaio, 2018 at 2:57 pm — Rispondi

      Ciao Mirka, i sacchetti di carta costano molto di più… Ma Coop sta comunque cercando di renderli disponibili nei suoi supermercati.

  7. Perché una volta a casa bisogna togliere la frutta e la verdura dai sacchetti pro,a di proporla in frigo? I sacchetti vanno poi buttati nell’umido? Grazie per la cortese risposta.

    • RISPONDE LA REDAZIONE
      Inserito da Redazione il 5 gennaio, 2018 at 9:52 am — Rispondi

      Ciao Mariella, puoi anche tenerla nei sacchetti… Diciamo che sarebbe meglio toglierla perchè il contatto con la plastica, in caso di umidità, può provocare muffe. I sacchetti possono essere usati per raccogliere l’umido, se si ha l’accortezza di togliere l’etichetta del peso.

  8. Falso, l’Europa non ci ha chiesto un bel niente e tanto meno ha obbligato l’Italia a mettere un prezzo sui sacchetti ultraleggeri sotto i 15 micron, il tutto nasce da una legge promossa in piena autonomia dal governo Gentiloni.
    Riguardo ai sacchetti di materiale leggero che sono quelli con cui porti a casa la spesa, in Italia sono ormai da anni a pagamento, i sacchetti ultraleggeri sono invece quelli per i prodotti sfusi che fino al 2017 erano gratuiti.
    L’Europa chiede di ridurre l’uso di sacchetti leggeri e non ultraleggeri e non obbliga ad applicare dei costi. Per cortesia non raccontate balle, al giorno d’oggi la gente non la beve più, ha modo di informarsi.

    • RISPONDE LA REDAZIONE
      Inserito da Redazione il 5 gennaio, 2018 at 11:03 am — Rispondi

      Ciao Vitaliano, per l’Italia era scattata una procedura di infrazione perchè non aveva ancora recepito la direttiva europea in questione. Nella sua autonomia il parlamento ha poi deciso che fossero biodegradabili tutti i sacchetti e di rendere esplicito il costo di questi ultimi. I sacchetti ultraleggeri che tu dici fossero gratuiti non lo erano affatto, poichè il loro costo era sostenuto dal distributore.

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