La tariffa italiana si attesta in media a 1,64 euro per mille litri di acqua: è uno dei livelli più bassi d’Europa. «Il livello tariffario basso è anche il riflesso di un lungo periodo di scarsi investimenti, che fortunatamente hanno ripreso e che nei prossimi anni dovranno continuare a crescere». Così ha detto Giordano Colarullo, direttore generale di Utilitalia, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo scorso. Colarullo ha parlato di «adeguamenti tariffari che dovranno naturalmente garantire l’accesso a questo bene essenziale a tutti». Con 34 euro di investimenti annui per abitante, oggi siamo molto distanti dai 129 euro della Danimarca, dai 102 euro del Regno Unito, dagli 88 euro della Francia e dagli 80 della Germania. La richiesta delle aziende è di portarli anche in Italia «ad almeno 80 euro».

Nonostante i rincari annuali (+5% quest’anno) le bollette restano tra le più leggere in Europa. Il paradosso però è che nonostante ciò gli italiani le evadono più di quelle del gas o dell’energia elettrica. «Gli indici di morosità sono più elevati – spiegano le aziende – perché c’è la convinzione che comunque l’acqua non verrà mai staccata per legge». Viene però ridotta la pressione e farsi la doccia diventa un problema. Il 3% dell’acqua potabile inoltre viene sottratto senza autorizzazione o sfugge ai contatori. Paghiamo, dunque, tutti quanti anche per i tanti che non pagano, un fenomeno che risulta più marcato all’interno dei condomini più grandi e con un contatore unico.

Redazione

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