A Varsavia sulle note di Chopin

 

Scopriamo come la capitale polacca celebra i duecento anni dalla anscita del grande musicista

 

Una colonna sonora d’eccezione accompagna la dolce estate polacca. Il paese dell’Europa centrale è infatti il protagonista dell’Anno Chopin 2010, che celebra con numerosi eventi il duecentesimo compleanno del grande compositore, nato nel villaggio di Å»elazowa Wola nel 1810. Il viaggio nella Polonia di Chopin può iniziare da Varsavia e più precisamente dal Centro Fryderyk Chopin, di fronte al centrale Palazzo Ostrogski, dove ha sede il punto informativo allestito per aiutare melomani e turisti a organizzare la vacanza. Uscendo dal centro informazioni si attraversa la strada e si entra nel nuovissimo Museo Fryderyk Chopin che, attraverso musiche, oggetti e postazioni multimediali, illustra la vita e l’opera del genio musicale.

Non è facilissimo ritrovare altre tracce di Chopin nella capitale della Polonia. La seconda guerra mondiale ha infatti distrutto quasi interamente la città, lasciandoci orfani dei pianoforti con i quali aveva suonato e di molti dei luoghi da lui frequentati. Di Palazzo Saski – la prima abitazione di Chopin a Varsavia – restano solo alcune tracce vicino alla Tomba del Milite Ignoto, mentre Palazzo Kazimierzowski – la seconda casa – ha avuto maggiore fortuna ed è sede universitaria.

Palazzo Czapski-Krasiński, l’ultima sua residenza nella capitale, è stato restaurato e ospita l’Accademia delle Belle Arti e un piccolo museo con una ricostruzione originale degli interni e alcuni pianoforti d’epoca. Nello stupendo parco botanico Łazienki Królewskie, antica residenza estiva dell’ultimo re di Polonia, si ammira infine una bella statua di Chopin presso la quale, fino a settembre, si svolgono concerti dedicati al compositore.

Altre tracce del grande musicista si possono ritrovare nel caffè Brzezińska, antico luogo d’incontro di artisti romantici, e nella Chiesa di Santa Croce (kościół Św. Krzyża), dove è custodita l’urna che contiene il cuore di Chopin, portato a Varsavia dalla sorella Ludwika, secondo il desiderio del compositore.

Prima di lasciare Varsavia vale la pena visitare anche la pittoresca e vivace Piazza del Mercato, il Castello Reale, la Cattedrale gotica di S. Giovanni, il Palazzo della Cultura e della Scienza, il monumento dedicato all’astronomo polacco Nicolò Copernico e viale Ujazdowski, la più bella strada della città.

Delle case del celebre ghetto non rimane più traccia ma per approfondire la storia dell’insurrezione e della comunità ebraica che viveva in Polonia prima dell’occupazione nazista si può percorrere la “Via della Memoria” (Trakt Męczeństwa i Walki Å»ydów), che attraversa le strade dell’antico quartiere ebraico e ricorda le atrocità commesse in quegli anni. Altre testimonianze sono presenti nel Museo dell’Insurrezione di Varsavia e nel Museo dell’Istituto Storico Ebraico.

Una cinquantina di chilometri separano la capitale dal piccolo paese di Å»elazowa Wola, dove nacque Chopin. La casa natale del musicista è stata recentemente trasformata in un museo con un suo pianoforte della prima metà del XIX secolo, ritratti e mobili d’epoca, ristampe di rari esemplari di spartiti, una libreria e un piacevole ristorante. In estate, il bel parco ospita concerti all’aperto, a volte eseguiti da pianisti di fama mondiale.


Giuseppe Ortolano

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