A quanti grammi corrisponde esattamente una porzione di pasta o di carne o di verdura? E quante porzioni dei diversi tipi di prodotti si dovrebbero mangiare nell’arco della giornata o della settimana? Sono quesiti non banali, anzi forse per qualcuno difficili, ma decisivi per praticare una dieta corretta ed equilibrata. E proprio su questi temi è concentrata l’ultima parte dell’indagine sul rapporto tra gli italiani il cibo e l’alimentazione che la società Metrica Ricerche ha condotto in esclusiva per la nostra rivista su un campione di 1.007 persone rappresentativo dell’intero paese (dell’indagine abbiamo presentato la prima parte dei dati sul numero di giugno).

L’indagine ha fatto emergere come, anche nelle difficili e drammatiche settimane del coronavirus, gli italiani confermano che il loro rapporto col cibo sta cambiando, che l’attenzione alla salute e all’ambiente cresce e incide sui comportamenti concreti e che il bisogno condiviso è quello di avere un’informazione più completa e consapevole. Si tratta di un percorso ancora decisamente lacunoso e frammentario, che ha bisogno di essere sostenuto e ampliato. In molti casi il campione è spaccato quasi a metà, diviso tra chi ha iniziato un percorso di cambiamento (decisamente più marcato tra le donne) e chi invece pigramente si accontenta di tirare avanti come se niente fosse.

Quanti pasti al giorno? Il quesito da cui partiamo in questa seconda puntata è quello relativo a numero e orario dei pasti. L’84,4% dice di fare pasti a orari regolari. E questo, nell’epoca della fretta e del boccone mangiato al volo fuori casa, è sicuramente una buona notizia. Il 66,4%, nella giornata tipo, dice di fare tre pasti al giorno, un 17,3 dice di fare solo due pasti e un 15,6 va oltre i tre, evidentemente aggiungendo qualche spuntino. Qui è bene ricordare che (come spiegano le Linee guida per una sana alimentazione varate pochi mesi fa dal Crea, il Centro pubblico di ricerca su alimenti e nutrizione) l’importante è che i pasti siano almeno tre e possono anche arrivare a 5, aggiungendo spuntini di “modesta quantità” e utili a “evitare un pasto successivo troppo abbondante”.

Il 17,3% che fa solo due pasti coincide quasi matematicamente con un 19,3% che, a specifica domanda, dice di saltare spesso la colazione (il restante 80,3% fa colazione tutti i giorni). La diffusa abitudine di iniziare la giornata concedendosi tutt’al più un caffè in piedi e nient’altro è ritenuta un errore grave da medici e nutrizionisti che spiegano sempre come il pasto di inizio giornata sia fondamentale e con esso si debba assumere una significativa quota del fabbisogno calorico quotidiano.

Già, ma gli italiani sanno quant’è questo fabbisogno calorico? Qui cominciano le domande più scivolose della nostra indagine, nel senso che, in questo caso specifico, un’indicazione assoluta sulle calorie da assumere con la colazione non c’è. Diciamo che è con questo pasto sarebbe bene assumere circa il 20% del fabbisogno  quotidiano. I nostri intervistati, per il 32,9% indicano proprio il 20% come percentuale corretta da assumere. Ma c’è un 26,5% che dice invece che la percentuale corretta è il 30%, un 23,7% che dice 25 e un 16,9% che dice 15.

Come vedremo poi anche per altre domande così specifiche, più che colpevolizzare chi non ha risposto correttamente, si può forse dire che un discreto livello di informazione è presente, ma sicuramente il lavoro di comunicazione ed educazione per una corretta alimentazione deve proseguire.

Le corrette porzioni Del resto, e qui veniamo alle ultime due serie di domande che abbiamo posto agli intervistati, avere un’idea e un’opinione più o meno vaga su un problema è cosa diversa dal saper indicare una cifra precisa. Partendo sempre dalle indicazione delle Linee guida del Crea per una corretta alimentazione, abbiamo infatti chiesto a quanti grammi  equivale una porzione dei diversi cibi.

Quanto a pasta, riso o orzo, il 51,3% risponde correttamente che la porzione è di 80 grammi. Un 32% dice invece 100 grammi, sbagliando forse sulla base delle antiche e più abbondanti indicazioni della nonna. Completano il quadro, ai due estremi, un 10,5% che dice la porzione corretta è di 50 grammi e un 6,2% che arriva a 120 grammi.

Quanto alla verdura, il 42,4% indica correttamente che la porzione deve essere di 200 grammi, ma un 27,8% sceglie 150, un 19,5% arriva a 250 grammi e un 10,3% dice 100. Ancor più problematiche sono le risposte sulla porzione di frutta. Se il Crea indica la porzione corretta in 150 grammi, questa scelta viene condivisa dal 38,3%, mentre la maggioranza relativa (41,5%) indica la porzione da 200 grammi, seguito da un 13,7% che dice 100 grammi e un 6,5% che punta sui 250 grammi.

Sempre sull’esatta consistenza delle porzioni le indicazioni sono abbastanza contrastanti anche parlando di altri prodotti. Per il latte (dove la corretta porzione indicata è di 125 grammi), il 55% indica invece i 100 grammi come cifra giusta, contro un 27,3% che dice 125, un 15,2% che dice 150 grammi e un 2.5% che arriva a 200. Un po’ meglio le cose sulla carne, dove un 31,3% indica la porzione corretta che è di 100 grammi, ma una percentuale identica (31,3%) opta per gli 80 grammi. Un altro terzo del campione (29,2%) arriva a 150 e un 8,2%a 175.
Da ultimo vediamo i legumi dove un 39,6% sceglie la porzione da 150 grammi (che è quella corretta), seguito da un 35,9% che sceglie i 100 grammi, un 22,4% che arriva a 200.

Quanta frutta, quanta pasta… Passiamo poi a vedere il livello di conoscenza sul corretto numero di porzioni che sarebbero da assumere, sempre secondo le indicazioni contenute nelle Linee guida del Crea (con riferimento a una dieta da 2.000 calorie al giorno). Anche qui, come dato generale emerge una necessità di migliorare l’informazione e la conoscenza. Le cose vanno bene se si parla di frutta, dove il 69,6% dice, correttamente, che le porzioni quotidiane da mangiare sono 3. Nettamente staccate le altre opzioni: il 15,8% che dice 5 porzioni e un 14,4% per il quale basta una porzione.

Passando alla verdura un 37% dice 2 porzioni al giorno, contro un 31% che dice 2,5 porzioni (che è la risposta corretta). Un 25,7% arriva a 3 porzioni e un 6,3% a 4 porzioni. Guardando invece alla pasta un 54,9% dice che basta una porzione al giorno, seguito da un 36,2% che indica 1,5 porzioni (ed è questa la risposta corretta). Forte lo scarto quando si parla di latte (sostanza decisamente poco di “moda”): un 83% dice che basta una porzione, mentre invece le porzioni consigliate sono 3 (una scelta indicata solo dal 16,3%). Chiudiamo con la carne (qui le indicazione di consumo sono su base settimanale): per la carne rossa il 92,6% dice correttamente che basta 1 porzione a settimana, seguito da un 7,1% che dice 3 porzioni. Anche sulla carne bianca l’89,3% dice, anche qui correttamente, che le porzioni da consumare sono 2, seguito da un 9,8% che ne vorrebbe mangiare 4.

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