Per recuperare i piatti forti della nostra tavola, che proprio perché cucinati spesso, spesso avanzano, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

La pasta, sia lunga che corta, può diventare uno sformato con una semplice gratinatura di parmigiano e pangrattato. Ma si può arricchire anche con provola a pezzi o mozzarella. Con l’aggiunta di uova (in ragione di una ogni 50-60 grammi) si può comporre una deliziosa frittata di pasta da far rapprendere in padella, mentre più complicata è la sua sorella povera senza uova, la napoletana “frittata di scammaro”: pasta già cotta fatta dorare in padella con aggiunta, eventualmente di olive, capperi, prezzemolo.

Il riso, qualsiasi riso o risotto, oltre a gratinare in forno o a saltare in padella – anche qui con un’aggiunta di ingredienti magari “svuotafrigo” – può trasformarsi in crocchetta  (simile un po’ all’arancino) – se mescolato a un po’ di formaggio grattugiato o farina di ceci. Le crocchette andranno passate nella farina, poi nell’uovo sbattuto, e ancora nel pangrattato e poi fritte.

Tutti questi “recuperi” funzionano egregiamente, anzi meglio, nel più frequente dei fallimenti culinari, ovvero la pasta o il riso scotti.

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