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Materassi, alla ricerca del sonno perduto

Materasso.jpgSono di schiuma viscoelastica a cellula aperta, più conosciuta come “memory foam” – un poliuretano che si adatta al corpo avvolgendolo a mo’ di sarcofago, e riducendo al minimo i punti di contropressione – i materassi più ricercati del momento. Si modellano gradualmente reagendo al calore corporeo e sono una buona soluzione per chi soffre di mal di schiena.

Negli ultimi anni si sono affermate anche le molle insacchettate (indipendenti), che assicurano una qualità del riposo più simile a quella tradizionale, apprezzate in particolare dai fisici più robusti e da chi soffre il caldo: cavo al suo interno, il materasso a molle è più sostenuto e traspirante.

Insieme le schiume poliuretaniche (ce ne sono di tanti tipi) e i materassi a molle assorbono la quasi totalità del mercato, con quote rispettivamente del 35% e del 50% contro un 15% circa del lattice. Il mercato non si mostra del resto tanto orientato sulla ricerca di nuovi materiali, quanto sul benessere del sonno, che da “dolce” si fa sempre più “smart” grazie all’uso della tecnologia.

La grande maggioranza dei medici, oggi, si esprime a favore di questa grande famiglia di materassi chiamati “ergonomici”, che seguono cioè la curvatura fisiologica della colonna vertebrale, e hanno soppiantato i materassi tradizionali, detti “ortopedici” appunto perché tendevano a imporre una corretta postura.

Una scelta difficile Non è facile acquistare il materasso “giusto”. Quello “ideale” infatti non esiste. La scelta va personalizzata in una selva di combinazioni di lastre che variano inoltre  per consistenza e conformazione. Mirano a dare il giusto sostegno ma anche a garantire freschezza, naturalità, anallergicità, traspirabilità dei rivestimenti. È importante perciò provare il prodotto prima di acquistarlo (non necessariamente nello stesso punto vendita…) per coglierne al meglio le piccole, ma importanti sfumature.

Il materasso ha un discreto costo e una lunga vita davanti a sé. Va cambiato, raccomandano i produttori, dopo al massimo 7/10 anni di utilizzo allorché molto probabilmente avrà perso vigore costringendo chi vuol riposare a frequenti cambi di posizione. Ma va sostituito anche per motivi igienici (acari, umidità ecc.) e smaltito poi correttamente, non abbandonandolo per strada. In cima alle considerazioni da fare, quando ci si mette alla ricerca di Morfeo (ovvero il riposo perfetto), c’è che il nuovo materasso dovrà calzare come un guanto, adattandosi alla forma e alle esigenze del corpo che sono diverse per ciascuno di noi: in primis tenendo conto di peso, statura e posizione nel sonno; quindi di percezione delle temperature, sudorazione e problemi muscolo-scheletrici.

A ciascuno il suo In rapporto alla corporatura, il materasso non dovrà risultare né troppo rigido né troppo morbido. Se guardiamo alla statura, dovrà permettere all’intero corpo di distendersi senza restare accovacciato: la qualità del sonno peggiora quando si ostacola la naturale propensione al movimento.

E veniamo alle esigenze personali. Per chi soffre di allergie respiratorie e asma sono consigliati o il lattice o gli schiumati che hanno diversi nomi commerciali (elioform, eliosoft, ecc.): non richiedono una particolare manutenzione, ma è buona regola farli arieggiare periodicamente. Chi soffre il freddo solitamente opta per materiali avvolgenti, memory o waterlily (un poliuretano espanso che utilizza acqua e materie prime rispettose dell’ambiente), mentre per chi teme il caldo una risposta sono le molle insacchettate, che regalano una sensazione di freschezza a tutto il corpo, o il gel, l’ultimo nato in famiglia, dotato di un’elevata capacità di dissipazione del calore.

E per una coppia? Qui i problemi si complicano, specie se vi è una sostanziale differenza di peso tra i due, oppure se i partner hanno abitudini diverse di dormire: esistono per questo materassi matrimoniali con due lastre (unite e non incollate) di uguale altezza, ma con portanze differenziate.

Se invece il problema è di non disturbare l’altro, le molle insacchettate isolano il movimento evitando che si propaghi.

Guanciale e postura Due parole infine per il guanciale, la cui scelta è anch’essa molto soggettiva e funzionale in questo caso alla posizione assunta nel dormire. Come regola generale il cuscino non dev’essere né troppo morbido né troppo rigido, in modo da rilassare la muscolatura. Gli anatomici con sagomature cervicali non è detto siano sempre i migliori. Sono consigliabili per chi dorme supino, è vero, ma per chi dorme di lato è più utile un cuscino medio-alto. In questo modo sia la testa che il collo saranno allineati con la colonna. Chi dorme a pancia in giù, invece, dovrebbe usare un sostegno piuttosto basso per evitare irrigidimenti. Se poi tutto ciò non fosse vero in base alla vostrra esperienza,  la fortuna è che un cuscino si sostituisce facilmente, un materasso no.

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