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L’intervista: Baustelle

L’intervista
Baustelle
I Mistici dell’Occidente si chiama il nuovo album dei Baustelle, la formazione toscana che unisce la carica pop di ballate dalla marcata melodia con un grande amore per la scrittura di autori come Luciano Bianciardi. Il gruppo italiano meno facile, eppure salutato da un inaspettato successo di vendita e di presenze ai concerti. Abbiamo chiesto al leader e cantante Francesco Bianconi di raccontarci i suoi più recenti consumi culturali.
Francesco, un disco così ricco è stato accompagnato da molti ascolti?
Sì, e, non credo casualmente, da ascolti di gruppi rigorosamente italiani, tutti nuovissimi, rappresentanti di una scena che cambia le caratteristiche della nostra musica. Penso ad album come Il primo lunedì del mondo dei Virginiana Miller, raffinatissimi, ogni brano un percorso nel senso ultimo delle parole, c’è la tradizione della nostra canzone d’autore. Poi ho acquistato l’ultimo cd degli Zen Circus che, a dispetto dell’aggressività del titolo (si chiama Andate tutti affanculo) è sofisticato, suonato con l’eleganza di virtuosi jazz che si applicano al rock e poi il disco Per amor del cielo di Bobo Rondelli.
La tua musica è permeata di riferimenti letterari. Che libri hai letto durante la registrazione di ‘i Mistici dell’Occidente’?
A proposito di Bianciardi, ho letto Ottocento come Novecento, un libro edito dalla Fondazione che porta il suo nome; una raccolta di saggi sulla sua ‘poetica della quotidianità’, ma applicata al Risorgimento, periodo storico che in questo momento mi affascina. Avevo visto il film, e ho finalmente letto Non è un paese per vecchi, di Corman McCarthy. Uno scrittore che amo, il noir che incontra il western, pura narrazione cinematografica. Infine, ho scoperto la poesia di Maurizio Cucchi. La sua raccolta Vite pulviscolari parla di come siamo unendo il particolare con una visione universale.
Ci sono anche citazioni cinematografiche nel suono dei Baustelle?
Certo, c’è l’influenza di tanti film. Tra i più recenti, ricordo Somewhere, il nuovo film di Sofia Coppola, mi è piaciuto il suo coraggio di fare un film non seguendo le classiche regole della narrazione. Un’opera non hollywoodiana, di quelle che in Italia nessuno ha ancora osato fare. In dvd ho visto Il giorno degli Zombi, ultimo della trilogia di George Romero sui morti viventi, e un vecchio film di Dino Risi, che non conoscevo, Anima Persa, con Vittorio Gassman, un dramma psicologico dai toni thriller, una commedia sulla follia.

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