ogm.jpgCon una lettera indirizzata ai ministri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Salute, il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni, è intervenuto per esprimere la forte preoccupazione di Coop in vista della sentenza con cui il prossimo 9 aprile, il Tar del Lazio potrebbe di fatto dare il via alla possibilità di coltivare prodotti Ogm nel nostro paese.

“Se il TAR del Lazio dovesse accogliere il ricorso (presentato da un agricoltore friulano ndr) – scrive Pedroni – è molto probabile che già dai giorni successivi un numero imprecisato di agricoltori vada ad effettuare semine incontrollate di mais MON810 in molte Regioni d’Italia. Coop è fortemente preoccupata per questo possibile scenario. La possibilità di seminare, anche in pochi casi, con OGM potrebbe provocare una crisi in moltissime filiere agroalimentari, mettendo in discussione il diritto dei cittadini italiani ad una libera scelta su quali alimenti consumare. Infatti immettere in ambiente materiale geneticamente modificato attraverso una semina è un atto irreversibile che contamina il patrimonio genetico delle nostre colture e rischia di colpire duramente quello che oggi è evidentemente uno degli asset principali della nostra economia: l’agricoltura, la produzione alimentare e l’ampio e articolato indotto”.

Pedroni sottolinea come “la coltivazione di OGM avrebbe ricadute molto pesanti per le produzioni agricole e alimentari del nostro paese basate sull’identità ed il legame con il territorio d’origine, vanificando le molte azioni realizzate per tutelare il Made in Italy e compromettendo l’intera filiera del biologico; dove si semina OGM, infatti, la certificazione per la produzione biologica non può più essere rilasciata a causa dei livelli di contaminazione che si determinano. Tutto ciò avverrebbe a un anno dall’apertura di un Expo mondiale dedicato proprio ai temi della nutrizione, un evento al quale il nostro Paese deve presentarsi da leader di un nuovo modello di agricoltura e alimentazione, fondato sulla sostenibilità, sulla biodiversità, sulla giustizia sociale, sulla qualità: è molto difficile far convivere questi valori con l’agricoltura degli OGM. Sarebbe oltremodo assurdo dover prendere una decisione così rilevante per il nostro Paese (aprire alle coltivazioni di OGM) non al termine di un grande dibattito pubblico che dovrebbe coinvolgere la comunità scientifica, il mondo dei produttori e la voce dei cittadini, bensì attraverso una decisione dell’autorità giudiziaria”. Per questo Pedroni chiede che i tre ministeri “esercitino anche congiuntamente tutti gli sforzi affinché si trovi una soluzione che preservi il diritto di scelta dei consumatori”.

4 aprile 2014

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *