Frodi_alimentari.jpgTorniamo a parlare di frodi in ambito alimentare, un problema che tocca non solo i consumatori e gli organi di controllo ma anche e soprattutto gli operatori del settore agro-alimentare. Per questo Coop è da anni impegnata con la massima attenzione. Le frodi, a parte l’impatto economico, sono un rischio molto serio in quanto solo chi froda conosce bene la potenzialità del pericolo introdotto. Negli anni le frodi sono diventate sempre più articolate e sofisticate ed è sempre più difficile contrastarle: un esempio per tutti la famosa “crisi del cavallo” del 2013, quando fu trovata carne di cavallo non dichiarata in vari prodotti. Fu una sorpresa in quanto fino a quel momento con le varie analisi di routine basate sul DNA venivano ricercate solo le principali specie potenzialmente critiche (ad esempio ricerca di pollo, tacchino e suino utilizzati come sostituti della carne di bovino più costosa) e non altre come appunto quella di cavallo. Questo perché l’analisi del DNA è una analisi mirata che mostra solamente la presenza o meno di ciò che si ricerca.

Ci sono merceologie che sono più soggette a frodi come ad esempio l’olio (la miscelazione con altri tipi di olio, la dichiarazione mendace in relazione all’origine della materia prima, una differente classificazione merceologica, la miscelazione con oli che sono stati trattati chimicamente, la classificazione come olio extra vergine d’oliva  di oli che in realtà non lo sono), i formaggi (latte vaccino immesso fraudolentemente nelle mozzarelle di bufala o nelle ricotte di pecora e capra…), il pesce (uso di specie diverse da quelle dichiarate, pesce decongelato venduto come fresco, origine non corrispondente al dichiarato…) ma anche miele, derivati del pomodoro, spezie.

Di fronte a questo quadro Coop Italia da sempre è all’avanguardia in termini di strumentazioni ed analisi dei rischi emergenti e già nel 1999-2000 fu tra le prime tre strutture in Italia ad acquisire la strumentazione della PCR real-time che ha permesso di effettuare analisi basate sul DNA (tra cui l’analisi quantitativa degli OGM, l’identificazione delle specie ittiche, ecc.). Dal 2005 Coop affronta queste tematiche specifiche per verificare  attraverso analisi del DNA che le specie dichiarate sui packaging dei prodotti corrispondano a quelle reali e per “scovare” le sostituzioni non dichiarate: ad esempio di carne pregiata con carne meno pregiata in macinati, sughi, paste ripiene, come ha rivelato il citato scandalo delle carni equine del 2013. Nel 2013 è stata poi acquistata dal laboratorio Coop Italia  una innovativa strumentazione, ancora oggi posseduta da poche strutture a livello italiano (Heracles II – un gascromatografo FAST a doppia colonna con due ionizzatori di fiamma), che nella pratica funziona come un “naso elettronico evoluto” e traccia un profilo globale dei composti volatili del prodotto stesso. Al momento il suo utilizzo è focalizzato sull’identificazione dell’origine geografica per l’olio extra vergine di oliva (italiano-comunitario). Coop inoltre porta la sua grande esperienza nell’analisi finalizzata alla lotta delle frodi alimentari all’interno di Foodintegrity, un progetto europeo di cui è “stakeholder”, per l’armonizzazione e la ricerca nella lotta alle frodi alimentari soprattutto nel campo dell’olio e dei prodotti ittici.

In relazione alle evoluzioni delle possibili frodi Coop Italia sta ricercando nuove ulteriori strade per essere all’avanguardia che si concretizzeranno nel corso dei prossimi mesi sia in termini di strumentazioni innovative per essere,  oggi come 15 anni fa, degli anticipatori.

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