Asciugatrice.jpgIl sito tuttogreen.it propone una interessante scheda su come usare la lavatrice in modo scientifico, cioè senza sprechi e con la massima efficacia. “L’ignoranza nei confronti di questo settore – si legge infatti nella scheda del sito –  fa sì che si cada in errore o peggio in vere e proprie eco-truffe”. Ecco di seguito qualcuno degli accorgimenti proposti da tuttogreen.it.

NON SPRECARE I DETERSIVI Fare sempre attenzione alle prescrizioni presenti su ogni fustino che indicano i dosaggi effettivi da utilizzare per il lavaggio, in quanto risultano differenti da un detersivo all’altro e cambiano nel tempo anche per il medesimo prodotto. Ricordare che un’eccessiva quantità di detersivo non riesce a sciogliersi e che di conseguenza i panni ne restano impregnati.
Imparare a pesare con precisione il quantitativo di prodotto da utilizzare e non affidarsi al nostro occhio o a contenitori. Pesare anche i panni asciutti in modo da effettuare un lavaggio adeguato e mettere le dosi adatte. Usare quantità moderate di detersivo tradizionale in quanto altamente inquinante. Imparare ad usare moderatamente anche i detersivi biologici in quanto puri, quindi privi di sostanze inerti, e vanno usati in quantità minime.
Ricordare che le lavatrici di ultima generazione consumano circa 45 litri di acqua a lavaggio, contro i 100-110 litri delle macchine di 10 anni fa. Questo fa si che il risciacquo sia inferiore, motivo in più per diminuire le dosi.
Considerare la tipologia di carico che si fà, cioè se sono capi con uno sporco leggero e hanno bisogno di una rinfrescata con poca quantità di detersivo o se ci troviamo davanti a capi notevolmente sporchi o pieni di grasso.
Pretrattare sempre le macchie.

PREFERIRE I DETERSIVI BIO A QUELLI TRADIZIONALI È vero che i detersivi bio possono risultare più costosi ma, come detto prima, sono privi di sostanze inerti. Quindi possono essere usati in minori quantità e di conseguenza la spesa rispetto a quelli tradizionali appare quasi uguale, se non più bassa.
Ricordare che le sostanze irritanti ed inquinanti presenti nei detersivi tradizionali restano sui capi e successivamente si trasferiscono sulla nostra pelle che le assorbe creando notevoli disagi per la nostra salute.

INFORMARSI SULLA DUREZZA DELL’ACQUA Considerare la durezza dell’acqua della propria zona in quanto varia in dipendenza di ciò la quantità di detersivo da utilizzare. Per durezza dell’acqua si intende la quantità di sali di calcio e magnesio presenti nell’acqua. Se l’acqua è dura molte molecole del tensioattivo sono “impegnate” dagli ioni calcio e magnesio e quindi non lavano. Serve allora più detersivo, se ne spreca parecchio e l’inquinamento aumenta. Inoltre l’acqua dura rovina le tubature.

EVITARE L’USO DEGLI AUSILI MAGNETICI Dovrebbero servire per magnetizzare l’acqua e pulire senza detersivi ma non ci sono dati scientifici oggettivi che certifichino la loro efficacia.

EVITARE L’USO DELLE NOCI DEL SAPONE Molti studi accertano che i lavaggi con le noci del sapone sono del tutto uguali ai lavaggi effettuati con semplice acqua calda.

EVITARE L’USO DELLE PALLINE E DEGLI AUSILI DETERGENTI Palline e oggetti vari per la detersione, che non siano liquido o polvere detersiva, esercitano solo un’azione sfregante e districante, quindi potenziano solo l’azione dell’acqua calda mentre non hanno nessuna azione detergente. Onde evitare di spendere soldi inutilmente, la loro azione può essere sostituita dalla pallina dosatrice o da palline da tennis.

CONSIDERARE L’AZIONE DELL’ACQUA CALDA Tenere bene a mente che l’acqua calda è di per se efficace nella pulizia dei capi.

DIFFIDARE DALLE SCRITTE “TENSIOATTIVO DI ORIGINE VEGETALE” I tensioattivi di origine vegetale non garantiscono che la sostanza originaria sia rimasta vegetale in quanto potrebbe essere stata combinata con molecole petrolchimiche. Ad esempio i tensioattivi nel cui nome vi è un TH finale indicano che vi è stata attaccata una frazione petrolchimica.

DIFFIDARE DALLE SCRITTE “BIODEGRADABILITA’ DEL 100%” Il metodo per misurare la biodegradabilità di un tensioattivo ha un margine di errore del 10%, conseguentemente non è possibile appurare una biodegradabilità del 100%.

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