Castagne.jpgCastagne e marroni non sono proprio sinonimo della stessa cosa: già nel 1939 esisteva un regio decreto che distingueva i marroni dalle castagne. Le castagne non sono molto grosse, schiacciate da un lato, buccia resistente e colore bruno scuro con polpa saporita. I marroni sono più grossi, un riccio racchiude al massimo 2 o 3 frutti, hanno forma a cuore con buccia striata di colore marrone chiaro e polpa dolce, il frutto è privo della pellicina interna alla polpa.

La castagna è il frutto della pianta selvatica, il marrone è quello della pianta coltivata e migliorata con successivi innesti. Ben otto tipi fra castagne e marroni hanno ottenuto il riconoscimento europeo, tre delle quali si trovano in Toscana (Mugello Igp; la castagna del monte Amiata Igp, il marrone di Anghiari);  in Campania è riconosciuta la castagna di Montella Igp. In Emilia Romagna il marrone di Castel del Rio Igp; in Veneto, nel territorio tra il lago di Garda e il fiume Adige alle pendici del monte Baldo troviamo il marrone di San Zeno Dop; in provincia di Viterbo troviamo il marrone di Vallerano; in Piemonte la castagna Cuneo Igp, la cui zona di produzione comprende ben 10 comuni della provincia di Cuneo con ben 5mila ettari e il  marrone della Valle di Susa Igp, che è in protezione transitoria dal 2006 e la cui zona di produzione comprende tutti i comuni della valle di Susa. Insomma un’ulteriore conferma della qualità e della ricchezza di risorse del nostro paese.

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